Il tumore del colon rappresenta il secondo tumore più frequentemente diagnosticato in Europa in entrambi i sessi. I sintomi più comuni posso includere: cambiamento delle abitudini intestinali (alternanza stipsi e diarrea) e stanchezza secondaria ad anemia da perdita di ferro. Nei casi più gravi sintomi ostruttivi.

 

Chi sono i soggetti più a rischio

  • Uomini e donne di 50 anni o più (in questo caso è indicato lo screening con ricerca di sangue occulto nelle feci e, in caso di esito positivo, esecuzione di colonscopia)
  • Soggetti con storie familiari di tumore del colon o polipi del colon
  • Soggetti con storie personali di malattia infiammatoria intestinale (ad esempio: colite ulcerosa e malattia di Crohn)
  • Fumatori
  • Soggetti in sovrappeso o obesi
  • Soggetti non fisicamente attivi
  • Soggetti che bevono alcol in eccesso, soprattutto uomini
  • Soggetti che mangiano una grande quantità di carne rossa e soprattutto carne processata (salsicce, bacon, hot dogs o salumi)
  • Ne consegue che, uno stile di vita sano in accordo con le regole del Fondo Mondiale della Ricerca, può aiutare a prevenirne l’insorgenza

Come si può ridurre il rischio

È possibile adottare una corretta strategia di prevenzione primaria. Lo scopo della prevenzione primaria è ridurre l’incidenza delle patologie tumorali, tenendo sotto controllo i fattori di rischio per diminuire la probabilità che compaia un tumore.

Le strategie di prevenzione primaria possono essere indirizzate a tutta la popolazione (per esempio quelle che riguardano il modo corretto di alimentarsi o di fare attività fisica) o a particolari categorie di persone considerate “ad alto rischio” (per esempio chi ha un rischio genetico particolarmente elevato o i fumatori).

Di seguito alcune norme, adottabili da tutta la popolazione, che attengono alla prevenzione primaria dei tumori del colon:

  1. Essere fisicamente attivi: fai almeno 30 minuti al giorno di esercizio fisico per almeno 5 giorni alla settimana
  2. Non bere alcolici
  3. Non fumare
  4. Limitare il consumo di carne rossa (bovina, suina e ovina). Il Fondo Mondiale della Ricerca suggerisce un consumo di 350-500 g di peso cotto alla settimana
  5. Evitare la carne processata (salsicce, bacon, hot dogs e salumi)
  6. Mantenere un peso salutare: evitare il sovrappeso e l’obesità
  7. Adottare un regime alimentare più ricco di frutta, verdure, fagioli e grani integrali
  8. Partecipare ai programmi di screening: esecuzione periodica di ricerca di sangue occulto nelle feci

 

La terapia medica oncologica

A fronte di un’elevata incidenza del tumore del colon, assistiamo a una progressiva riduzione della mortalità in entrambi in sessi. Il merito principale è da attribuire all’evoluzione della terapia medica. La chemioterapia rappresenta ancora la migliore cura in grado di allungare i tempi di una possibile recidiva dopo intervento chirurgico radicale sul tumore primitivo e, in casi selezionati, di condurre il paziente alla guarigione.

Nella malattia recidivata e/o avanzata inoperabile, le nuove molecole costituite dagli anticorpi monoclonali anti-EGFR (Epidermal Growth Factor), i farmaci antiangiogenici appartenenti a diversi classi come anti-VEGF (anticorpi anti-Vascular Endothelial Growth Factor) e piccole molecole TKI (inibitori della tirosina chinasi), da soli o in associazioni alla chemioterapia, sono in grado di cronicizzare la malattia.

In caso di malattia avanzata, ma limitata al fegato, gli stessi farmaci sono potenzialmente in grado di rendere operabile una malattia giudicata inizialmente inoperabile e, in casi selezionati, ricondurre il paziente alla guarigione.

Questi farmaci possono essere causa di effetti collaterali, alcuni specifici per categoria come neurotossicità, tossicità cutanea, ematologica etc, e altri comuni a tutte le categorie come nausea, diarrea, stipsi, per i quali esistono già sul sito ricette dedicate al fine di limitarne l’incidenza.

Oncologia e Cucina, per i farmaci impiegati nella cura di questa patologia, ha voluto mettere in luce alcuni effetti collaterali, talvolta trascurati dal clinico stesso, che possono limitare la regolare alimentazione del paziente gravando sul suo stato di nutrizione. I sintomi a cui si fa riferimento sono: disgeusia (alterazione del senso del gusto), anemia da carenza di ferro, stanchezza da carenza di magnesio e mucosite. Questi effetti collaterali possono essere migliorati e/o prevenuti con consigli alimentari facilmente applicabili che trovate sul sito, e che dovranno integrarsi con i presidi terapeutici consigliati dal vostro oncologo e mai sostituirsi ad essi.