Come Gestire la Terapia:  Prima, Durante e Dopo

  • Prima: mi preparo al meglio

 

  • Durante: posso gestire gli effetti collaterali

 

  • Dopo: mantengo un corretto stile di vita

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Salvatore Artale - Direttore Oncologia

Prima della terapia – mi preparo al meglio

PERDITA DI PESO

In molti casi, durante la terapia, o a seguito di un intervento chirurgico, si può andare incontro a perdita di peso e malnutrizione calorico-proteica.
In entrambi i casi è vivamente consigliato cercare di apportare fin da subito modifiche nell’alimentazione, in modo da prevenire questi effetti indesiderati.

Per valutare se il nostro peso è in un intervallo accettabile, è utile calcolare l’indice di massa corporea (BMI = peso in Kg diviso per l’altezza in metri elevata al quadrato: ad esempio, una persona che pesa 65 kg ed è alta 1,70 ha un BMI = 65 / (1,7 x 1,7) = 22,5). L’indice di massa corporea ci permette quindi di valutare se siamo in sottopeso (BMI < 18,5), in normopeso (BMI compreso tra 18,5 e 24,9) o eventualmente in sovrappeso/obesità (BMI > 25).

Le cause della diminuzione del peso possono essere molteplici. Un fattore predisponente alla perdita di peso può essere dovuto al fatto che, a causa della malattia e della terapia, il metabolismo subisce alcune modifiche e il nostro organismo utilizza più calorie di quelle che assumiamo, facendo così aumentare il fabbisogno calorico. In altri casi la perdita di peso è associata agli effetti collaterali causati dal farmaco: perdita di appetito, difficoltà a deglutire a seguito di infiammazioni a livello del cavo orale, nausea, vomito, diarrea, alterata capacità di assorbire i nutrienti.

E’ importante quindi controllare periodicamente il proprio peso corporeo, in modo da assicurarsi di mantenere un peso adeguato.

Per recuperare il peso perso, o comunque per cercare di non andare incontro a malnutrizione calorico-proteica, è utile seguire un regime ipercalorico ossia assumere più calorie. In molti casi è consigliata l’assunzione di alimenti ipercalorici ma squilibrati dal punto di vista nutrizionale (salse elaborate quali maionese, hamburger, formaggi grassi, merendine). Quello che ci proponiamo di fare è fornire dei consigli su come aumentare l’introito calorico cercando di discostarci il meno possibile dal concetto di “sana alimentazione”. Se si ha un buon appetito aumentare le calorie e le proteine non sarà poi così difficile, basterà seguire alcune semplici indicazioni:

  • Non saltare i pasti: consumare almeno 5 pasti al giorno (non dimenticare mai la colazione)
  • Nei pasti principali mantenere sempre una fonte di carboidrati complessi, grassi e proteine possibilmente ripartite nelle seguenti proporzioni 60%, 25-30%, e 10-15%.
  • Consumare frutta secca (noci, nocciole, mandorle, etc.) molto calorica grazie al contenuto in grassi che sono principalmente “grassi buoni” e frutta disidratata (datteri, fichi, prugne, etc.) ricca in zuccheri. Possono essere consumate negli spuntini, oppure aggiunti a delle insalate o frullati
  • Consumare pesce grasso (ad esempio salmone, sgombro, aringa) almeno una volta a settimana
  • Prediligere come condimento l’olio extra vergine di oliva a crudo (30-50 g al giorno)
  • Consumare almeno due porzioni di frutta, scegliendo anche tra quella con più calorie (avocado, banana, mandarino, uva); un’idea potrebbe essere creare dei frullati di frutta aggiungendo yogurt magro, yogurt greco o latte parzialmente scremato
  • Utilizzare il parmigiano reggiano come condimento o come spuntino
  • Cercare di inserire sempre nei pasti principali una fonte proteica (preferibilmente di origine vegetale, ma anche animale): legumi, tofu, tempeh, carni bianche, albume d’uovo, formaggi magri

Il problema si pone quando, come spesso accade, l’appetito è scarso. Se ci troviamo in questa situazione, potrebbe essere utile ricorrere a supplementi nutrizionali orali in forma liquida o a integratori. E’ importante rivolgersi al proprio medico che saprà indirizzarvi verso la soluzione per voi più adeguata.

I supplementi nutrizionali orali in forma liquida sono acquistabili in farmacia. Esistono prodotti specifici per i pazienti oncologici, che possono favorire il mantenimento del peso e della massa muscolare. E’ preferibile berli lentamente, a piccoli sorsi, in modo da evitare il senso di gonfiore gastrico e addominale.

Gli integratori sono un’ottima soluzione se il malato ha carenze nutritive particolari, la loro funzione è aumentare l’introito calorico o apportare le proteine e/o le vitamine che il paziente non riesce ad assimilare con la dieta. In commercio esistono integratori nutrizionali non aromatizzati in polvere, che possono fornire solo calorie o solo proteine. Essendo totalmente insapori si prestano bene all’integrazione di bevande, minestre, sughi e altro.

Le indicazioni fornite sono generali, è bene poi affidarsi a uno specialista che saprà consigliare un percorso nutrizionale specifico in base alle necessità di ogni paziente.

Durante la terapia – posso gestire gli effetti collaterali

Durante la terapia si possono manifestare alcuni effetti collaterali. Di seguito sono riportati i più comuni. Per ognuno di questi forniremo alcuni consigli su come affrontarli al meglio, in particolar modo dal punto di vista alimentare.
E’ importante sottolineare che i seguenti consigli non intendono sostituire le terapie farmacologiche prescritte dal vostro oncologo, ma sono da considerarsi un’integrazione della terapia medica di supporto eventualmente prescritta.

NAUSEA e VOMITO

La nausea e il vomito sono i sintomi più comuni in coloro che sono sottoposti ad un trattamento chemioterapico; se questi non vengono adeguatamente gestiti, possono causare perdita di peso, disidratazione, problemi metabolici e sbilanciamento di elettroliti.
Si possono distinguere tre tipi di nausea: quella acuta che insorge nelle prime 24 ore dopo la terapia, quella ritardata che insorge a partire da 24 ore dopo la somministrazione del terapico e quella anticipatoria che insorge prima della somministrazione della terapia (tipica di chi ha già fatto questi trattamenti).

Per combattere la nausea e il vomito potrebbe essere utile seguire alcuni di questi consigli:

  • Consumare pasti piccoli e frequenti: frazionare i pasti in 5-6 spuntini affinché lo stomaco non resti mai vuoto, masticando lentamente il cibo; preferire cibi a temperatura ambiente
  • È preferibile che qualcuno prepari i pasti per voi, oppure in alternativa si possono preparare i pasti prima, congelarli e poi riscaldarli nei giorni in cui non ci si sente bene
  • Spesso la nausea è causata dagli odori emanati dai cibi, meglio quindi evitare i cibi con odori forti come aglio, cipolle, peperoni, rafano, broccoli, verza, etc.
  • Preferire cibi salati e asciutti ad alto contenuto di carboidrati, basso contenuto di grassi, poveri di fibre e facili da digerire: pasta, pane, grissini, cracker o meglio ancora gallette di riso.
  • Può essere utile masticare una galletta di riso integrale, meglio se salata, oppure si può aggiungere una punta di cucchiaino di miso (condimento fermentato ricco in proteine ed enzimi vitali, costituito da soia gialla, sale, riso o orzo)
  • Per prevenire e combattere la nausea si può ottenere un aiuto dallo zenzero: si può sorseggiare una tisana allo zenzero, mangiare dello zenzero candito, o aggiungere alle preparazioni la radice fresca tritata o lo zenzero essiccato
  • Per evitare di andare incontro a disidratazione bere molto durante la giornata, e non solo durante i pasti, facendo piccoli sorsi. E’ consigliato bere acqua, ma anche tè e tisane (il tè alla menta potrebbe essere un valido aiuto contro la nausea) oppure succhi di frutta.

 

BEVANDA DI SUCCO DI MELA E AGAR AGAR

INGREDIENTI:
    • 1 tazza di succo di mela non zuccherato
    • 1 cucchiaino di agar agar in fiocchi
PREPARAZIONE:
Unite la tazza di succo di mela ai fiocchi agar agar in un pentolino e fate bollire per un paio di minuti, finché l’alga non sarà completamente sciolta. Spegnete il fuoco e lasciate intiepidire. Bevetela tiepida o calda, prima che diventi una gelatina. Se avete acquistato l’agar agar in polvere anziché in fiocchi, ne basterà una piccola quantità, la punta di un cucchiaino.
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STIPSI

Per stipsi s’intende una diminuzione della frequenza normale dell’evacuazione delle feci o una difficoltà nel passaggio delle feci. Può essere causata dai farmaci chemioterapici, dagli antidolorifici, ma anche a seguito di una scarsa attività fisica o da una scorretta alimentazione (contenuto di fibra e liquidi insufficienti).

Se dovesse presentarsi questo problema, è consigliato seguire le seguenti indicazioni:

  • Bere abbondantemente, preferibilmente lontano dai pasti. E’ consigliato bere principalmente acqua, ma anche tè (preferibilmente tè verde), succhi di frutta (ad esempio il succo di prugna), oppure si può preparare una bevanda a base di mela e agar agar (un’alga addensante, vedere ricetta per la preparazione)
  • Seguire una dieta ricca in fibre (25-35 g di fibra al giorno), preferendo così cibi integrali (ad esempio il pane integrale a lievitazione naturale o con i semi di lino, il riso integrale o altri cereali integrali), frutta e verdura (crude e cotte con buccia), legumi, frutta secca e semi oleosi. Tutti questi alimenti, specialmente i cereali integrali, vanno masticati molto accuratamente per favorirne la digestione. E’ però molto importante aumentare l’introito di fibra in modo graduale per evitare la formazione di gonfiore, crampi e gas intestinali. Per combattere la stipsi può essere utile ricorrere all’assunzione di una bevanda a base di carota, daikon e tamari (vedere la ricetta)
  • Cercare di fare pasti e spuntini ogni giorno alla stessa ora
  • È consigliata una leggera attività fisica quotidiana (ed es. fare una passeggiata, andare in bicicletta o fare yoga)

In caso di stitichezza è meglio evitare l’assunzione di alcuni alimenti: prodotti caseari ad alto contenuto di grassi, alimenti a basso contenuto di fibra, riso bianco, banana, carote cotte, patate e cioccolata.
Proponiamo a seguire due ricette in caso di stitichezza:

BEVANDA DI CAROTE, DAIKON E TAMARI

INGREDIENTI:
    • 1 cucchiaio di carota grattugiata
    • 1 cucchiaino di tamari  (salsa di soia fermentata)
    • 1 cucchiaio di daikon grattugiato (in alternativa usare la rapa)
    • 1 pizzico di sale
PREPARAZIONE:

Unite il daikon e la carota grattugiati in un pentolino, versare due tazze di acqua, portate a bollore e fate cuocere a fuoco lento per 5 minuti insieme con un po’ di sale e tamari. A piacere si può aggiungere un pizzico di zenzero grattugiato. E’ un’ottima bevanda diuretica, capace di aiutare l’intestino.

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DIARREA

Per diarrea s’intende la presenza di due o più scariche di feci molto molli o liquide al giorno. E’ un effetto collaterale molto frequente nella chemioterapia a prostata, cervice, intestino, retto e pancreas.

Con la diarrea l’organismo non è in grado di assorbire in maniera sufficiente le sostanze nutritive e l’acqua. Se non trattata (attraverso modifica della dieta e terapia farmacologica), la diarrea può portare a gravi conseguenze: crampi allo stomaco, debolezza, perdita di peso, disidratazione, scarso appetito e alterazioni elettrolitiche.

Se dovesse presentarsi diarrea, è utile apportare delle modifiche nell’alimentazione seguendo alcune indicazioni:

  • Bere molto in modo da reintegrare i liquidi persi (valgono le stesse indicazioni in caso di stitichezza)
  • Fare piccoli spuntini durante l’intera giornata invece di pasti abbondanti, in modo da permettere all’organismo di digerire gli alimenti
  • Evitare di consumare cibi troppo caldi o freddi
  • Limitare il consumo di fibre (ridurre frutta e verdura ed evitare i cereali integrali e i legumi)
  • Mangiare cibi semplici, bolliti, al vapore, a basso contenuto di grassi: riso e pasta in bianco, semolino, crema di riso, cracker, grissini, pane bianco, carne magra bianca, pesce magro
  • Prediligere il consumo dei seguenti alimenti, viste le loro proprietà astringenti: banana, mela sbucciata, patata lessa, carota lessa, riso bianco e limone

In caso di diarrea bisogna quindi evitare: latticini, cibi fritti, grassi e piccanti, dolciumi e alimenti che contengono grandi quantità di zucchero, frutta e verdura cruda, legumi, tutti i tipi di semi, caffè e alcool.

INFIAMMAZIONE DEL CAVO ORALE

Alcuni chemioterapici possono causare infiammazione delle mucose a livello boccale, con formazione di afte, ulcere, infezioni batteriche e fungine.

Per risolvere queste infiammazioni il medico vi consiglierà i farmaci adatti, ma è comunque importante mantenere una corretta igiene orale e prestare alcune attenzioni nella scelta degli alimenti.

Per l’igiene orale, è consigliato utilizzare spazzolini con sete morbide ed effettuare sciacqui con acqua e bicarbonato (evitare l’utilizzo di collutori alcolici).

Un’altra possibilità è di fare risciacqui orali a digiuno con olio di girasole: questa pratica consiste nell’assumere un cucchiaio di olio di girasole e nel fare gli sciacqui, come di consueto. L’olio deve essere passato tra un dente e l’altro e tra la lingua e i denti. Se la pulizia è eseguita correttamente, alla fine l’olio di girasole diventerà biancastro. A questo punto si può espellere l’olio di girasole, ed eventualmente sciacquarsi un’ultima volta la bocca con acqua. In questo modo vengono espulse tossine, microbi e batteri presenti nel cavo orale.

A livello alimentare si possono adottare i seguenti consigli:

  • Preferire cibi morbidi, molto umidi e poco salati poiché sono più facili da masticare o deglutire e causano meno irritazione. Se dovessero insorgere gravi mucositi è consigliato consumare i cereali integrali sotto forma di crema
  • Prestare attenzione alla temperatura dei cibi: evitare cibi caldi poiché possono irritare la bocca o la gola; meglio consumare cibi freddi, a temperatura ambiente o tiepidi
  • Preparare dei frullati di frutta (sbucciata) e mescolarli con yogurt o con latti vegetali
    Evitare cibi e bevande molto aspri, acidi o salati perché causerebbero irritazione (agrumi, frutti con piccoli semi, cibi in salamoia e sott’aceto)
  • Evitare spezie e i condimenti irritanti (pepe, peperoncino, rafano, curry, senape, etc.)
    Evitare cibi secchi (cracker, patatine, pane) poiché possono graffiare la bocca
  • Evitare l’assunzione di bevande alcoliche

SECCHEZZA DELLE FAUCI

La secchezza delle fauci, detta anche “xerostomia”, è dovuta a una scarsa produzione di saliva. E’ un problema da non sottovalutare poiché causa una serie di problemi (difficoltà nella masticazione, nella deglutizione, nella percezione dei sapori).
Per affrontare questo problema può essere utile seguire alcuni semplici consigli alimentari:

  • Mangiare prevalentemente cibi morbidi (cereali in crema, yogurt, gelato, verdura e frutta frullata), frutta fresca a pezzettini (ricca in acqua, per esempio anguria, uva, arance)
  • Bere molto durante l’intera giornata, anche solo piccoli sorsi, in modo da mantenere la bocca umida. Si consiglia il consumo principalmente di acqua, ma anche succhi di frutta senza zuccheri aggiunti
  • Masticare gomme o caramelle agli agrumi senza zucchero per stimolare la salivazione
  • Evitare il consumo di cibi secchi (come pane, cracker, grissini, etc.), cibi salati, cibi piccanti, verdure crude e dolci

Dopo la terapia – mantengo un corretto stile di vita

Al termine delle cure mediche oncologiche è fondamentale mantenere uno stile di vita corretto.

Per stile di vita corretto s’intende seguire un’alimentazione salutare e mantenersi fisicamente attivi. Nelle “famose 10 regole d’oro” viene evidenziato il concetto che, seguire le regole per la prevenzione è importante sia per le persone sane, sia per le persone che hanno già affrontato la malattia. Infatti, uno stile di vita sano riduce il rischio di tumore e anche le eventuali recidive.

Seguire una corretta alimentazione è il primo passo per iniziare al meglio il nuovo percorso. Scegliere i giusti alimenti permetterà all’organismo di riguadagnare le forze perse, vi aiuterà nella guarigione e vi farà sentire meglio. Questo si traduce in una miglior qualità della vita e in un aumento della longevità.

Per riuscire a seguire al meglio le raccomandazioni, e seguire quindi un’alimentazione corretta, bisognerebbe prestare particolare attenzione alla scelta dei cibi e ai loro metodi di preparazione. L’ideale sarebbe partire da materie prime e cucinare da sé il pasto per tenere sotto controllo la qualità e la quantità dei nutrienti presenti.
Possiamo ad esempio limitare l’assunzione di acidi grassi saturi-trans (margarine e quelli contenuti in cibi fritti in oli idrogenati), limitare il contenuto in zuccheri oppure aumentare l’apporto di fibre, proteine di origine vegetale, minerali e vitamine.

Ovviamente questo non è sempre possibile, quindi un’alternativa potrebbe essere congelare le pietanze preparate, in modo da averle disponibili nel momento del bisogno. Se proprio cucinare non rientra nelle vostre corde, dovrete affidarvi ad alimenti già pre-confezionati e quindi è importante prestare molta attenzione alla loro composizione (leggendo l’etichetta nutrizionale).

E’ importante ricordare che ogni paziente ha una propria storia, un trascorso di vita personale, diverso da quelli di tutti gli altri. Questo significa che in linea generale le raccomandazioni valgono per tutti, ma poi ciascuno con l’aiuto del proprio medico e di un nutrizionista, potrà costruire un percorso “cucito su misura” in base alle proprie esigenze.